Le mie corse natalizie
Vorrei raccontarvi in poche parole come sono andate le mie vacanze natalizie dal punto di vista podistico. Sono tornato a Genova, città in cui sono nato, dal 22 dicembre al 2 gennaio. Dalla fine di novembre mi sto preparando per la maratona di Massa-Carrara del prossimo 24 febbraio.
L’arte di allenare secondo Max Monteforte
Cari amici podisti, perdonate la partenza irrituale: non conosco di persona Max Monteforte ma lo abbraccerei. Intanto perché – dichiarando di andare a letto...
Quale maratona autunnale correre
Nella penultima puntata del mio podcast, se è lecito citarsi, ho parlato piuttosto a lungo del dilemma estivo che affligge i podisti.
E che non...
Genova per me
Cari sportivi, buon anno!
E buon anno anche a voi, che vi siete ripromessi di diventarlo nel 2022, sportivi. Ricordo mestamente ai più restii che...
Breve intervista a Eleonora Corradini
Dopo la chiacchierata telefonica di qualche giorno fa con Eleonora Corradini, giuro che non dirò più di aver corso tanti chilometri. Eccovi qui di seguito il contenuto dell’intervista alla simpatica e fortissima ultramaratoneta italiana.
Maratone, moralismo, buon senso
Come il resto d’Europa e del mondo, l’Italia è alle prese con una seconda ondata del cosiddetto Coronavirus. Seguo quotidianamente le notizie su giornali e tv
Trentesimo chilometro e dintorni
Cari lettori, mi rendo conto che non abbiamo mai preso davvero il toro per le corna.
Mi spiego meglio: abbiamo spesso parlato di maratona, sia...
Ritmo (oggi non so cosa scrivere)
Oggi non so cosa scrivere.
A parte il titolo che, se fosse quello di un romanzo, sospetto che assicurerebbe ingenti vendite (ci penserò per il...
“Eat & Run”, il sentiero di un campione
Proposto finalmente al pubblico italiano da Piano B (nella traduzione di Antonio Tozzi e con la prefazione di Alex Bellini), “Eat & Run” è un best seller scritto da Scott Jurek incollaborazione con Steve Friedman, sinora tradotto in ventuno paesi.
Morbi e virus, superfluo ed essenziale
L’amico e allenatore Fulvio Massini scherza sempre sul fatto che noi affetti dal morbo della corsa (sono parole sue) tendiamo a frequentarci in modo univoco, finendo per escludere i non podisti: e questo, che potrebbe sembrare un gesto di grande presunzione, è in realtà una forma di tutela verso chi non corre. Tentiamo, cioè, di proteggere gli stanziali dalla nostra ineludibile tendenza a parlare quasi soltanto dello sport che amiamo. Forse esiste una sola categoria umana più monocorde di noi: gli scacchisti.












