Saucony Ride 17: ammortizzate? Sì. Veloci? Pure
Qualche mese fa vi ho raccontato che, dismesso il ruolo di responsabile dei rapporti con i media per Altra Running, sono tornato a testare...
Tutti alla Maratona del Lamone!
Se Paolo Conte, in uno dei suoi tanti capolavori, canta “Dopo le mie vicissitudini, oggi ho ripreso con il mio bar”, più modestamente io...
Le ripetute sui 400 metri
Ogni podista ha il proprio allenamento preferito: il mio, non ne ho mai fatto mistero, è rappresentato dalle ripetute col recupero a ritmo maratona.
Il...
Correre: un serissimo divertimento
Cari podisti, cari sportivi: bentrovati. Dopo qualche incursione in altre discipline, rieccomi tornato a casa, a parlarvi di corsa. E più nello specifico, di...
Correre o morire
Qualche settimana fa abbiamo recensito (qui) Niente è impossibile, recentissima autobiografia del trentaduenne Kilian Jornet, campione di skyrunning, sci alpinismo e trail running. Alla luce di questo volume, è stata curiosa la lettura di Correre o morire, uscito per Priuli & Verlucca nel 2013 (traduzione di Francesco Ferrucci, prefazione di Simone Moro): i sei anni che intercorrono fra la pubblicazione dei due libri permettono di individuare analogie e differenze, che probabilmente rispecchiano da un lato la maturazione di un giovane uomo, dall’altro la fedeltà a pochissimi (ma assai ben radicati) principi.







