La mezza maratona di Oristano

Nel novero delle mezze maratone che si corrono in Sardegna – non molte, a dire il vero – la mezza di Oristano (la cui dicitura precisa è Mezza maratona del Giudicato di Oristano) è tra quelle, se così ci si può riferire a una gara podistica, che più mi sono simpatiche; e sospetto che il motivo vada ricercato nel bell’equilibrio di alcune sue caratteristiche.

Prima di illustrarvele, però, inquadriamo meglio questa manifestazione, che domenica 1 marzo 2020 giungerà alla sua settima edizione (iscrizioni apertissime: trovate in bella vista il pulsante Iscrizione nella home del sito).

Qualche cenno storico e tecnico

La Mezza maratona del Giudicato di Oristano nasce nel 2014 su iniziativa dell’omonima associazione no profit, costituitasi nel 2005 col duplice intento di promuovere lo sport come elemento per il benessere della cittadinanza, e di valorizzare la stessa Oristano attraverso una manifestazione che fosse nel medesimo tempo di rilevanza sportiva e culturale.

Alla gara sui ventuno chilometri si affianca ogni anno una camminata ludico-motoria (che si svolge in un percorso interamente cittadino), proprio perché persone di ogni età e condizione atletica siano invogliate ad avvicinarsi all’attività fisica. Più specificamente, l’edizione del 2020 si declinerà nella mezza maratona, in una gara competitiva di 12,5 chilometri, in un’attività di fitwalking su identica distanza e infine, appunto, in una camminata ludico-motoria di 5 chilometri.

Nelle sei precedenti edizioni, diverse iniziative hanno arricchito la giornata sportiva: nell’anno appena trascorso, per esempio, è stato organizzato il progetto Oristano: una città per lo sport e il benessere in collaborazione con l’A.N.I.A.D., l’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici, che si propone di diffondere l’attività fisica e la pratica sportiva tra i malati di diabete; il progetto è culminato in un convegno sviluppatosi su diversi temi, da quelli più generali (come una panoramica sui benefici dell’attività sportiva) a quelli più specifici (come una meritoria analisi dello stato di accessibilità e fruibilità degli impianti sportivi cittadini: nel mio mondo ideale, tutte le amministrazioni comunali dovrebbero avere in cima alla loro lista di priorità l’idea di educare all’attività fisica la propria popolazione, e il proposito di allestire gli spazi urbani affinché l’idea possa trovare concreta realizzazione).

I motivi di una simpatia

Ma dicevo della mia simpatia verso questa gara, così come dicevo dell’equilibrio di alcune sue caratteristiche. Partendo del percorso, possiamo senza dubbio dire che quello della Mezza maratona del Giudicato è veloce (proprio qui, infatti, nel 2017 è stato stabilito il record regionale sulla distanza della mezza maratona): pochi i cambi di direzione e pressoché nullo il dislivello. Si parte dalla centralissima Via Duomo, fulcro della Sartiglia, si arriva sino al mare e si torna indietro; il tracciato è vario, tuttavia non mancano, eccolo l’equilibrio cui accennavo, alcuni tratti rettilinei anche piuttosto lunghi, che sollecitano soprattutto la resistenza psicologica degli atleti (e che noi maratoneti, gente notoriamente sadica, affrontiamo sempre con un certo gusto).

Il medesimo equilibrio lo ritrovo anche nei numeri della manifestazione, la terza più partecipata dell’isola e in continua crescita di anno in anno. Tra iscritti alle gare competitive e alla passeggiata, si sfiorano ormai le duemila presenze: insomma, alla partenza si è un gran bel gruppo ma non si rischia nessun effetto imbuto.

Terzo e ultimo fattore di equilibrio è la data in cui cade l’evento, tra febbraio e marzo, in un periodo non affollato di mezze, ideale in preparazione di una maratona primaverile e sopratttutto, per me che detesto correre col caldo, ottimo per presentarsi all’appuntamento ben allenati.

Se aggiungiamo che Oristano è una piccola ma graziosissima cittadina agevolmente visitabile in un fine settimana, e che nelle mie precedenti partecipazioni ho annotato almeno un ghiotto ristorante in cui mi sono ripromesso di tornare, posso dirvi in anteprima che il 1 marzo 2020 correrò (per la terza volta) la Mezza maratona del Giudicato.

Ci vediamo alla partenza, no?



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 è diventato rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.