Corridori: le tipologie della primavera 2020
Sto scrivendo questo articolo giovedì 23 aprile. Sembra ormai certo che il prossimo Decreto del Consiglio dei Ministri, che sarà in vigore da lunedì 4 maggio, allenterà la stretta anche su noi podisti: potremo finalmente correre per chilometraggi meno risicati e allontanandoci dalle nostre case-tane, e – ci auguriamo – senza il corollario insensato (anzi, nocivo, perché inibisce la corretta respirazione) della mascherina.
Dal calcio fiorentino alle radici del calcio moderno
Secondo appuntamento con "La Storia del calcio!"
Cari lettori/lettrici avevamo iniziato il percorso sulla storia del calcio moderno partendo dalle origini, con la promessa di...
Prima o poi doveva succedere
Cari lettori. Come voi ben sapete, questa rubrichina è in fondo uno spazio in cui – tra recensioni di prodotti, di gare e di...
Chiacchierata con Stefano Velatta
Già la chiacchierata telefonica era stata molto piacevole, tra aneddoti e sintonie. Quando poi, nelle battute finali, l’intervistato mi ha detto di abitare a...
Quel maledetto lunghissimo (Verso Pisa, cap. II)
Dove eravamo rimasti?
Eravamo rimasti alla scorsa settimana, quando vi ho raccontato della mia fin qui (cioè, fin là) agrodolce preparazione per la maratona di...
Distrazione e concentrazione
Oggi parlo di me ma non per il piacere vanitoso di parlare di me.
Inizio parlando di me, di una cosa bella che mi è...
Bene e male (verso Pisa)
Cari lettori, per diverse settimane di fila mi sono dedicato alla recensione di libri o prodotti.
È dunque da qualche tempo che non vi do...
Il bicipite femorale e noi
Duole, cari lettori, tornare su un argomento un po’ noioso, proprio adesso che è iniziata l’estate e la nostra mente è istintivamente portata al...
Sul correre d’estate – Parte seconda
Non so lì, ma qui è appena terminato il periodo più caldo dell’anno.
È durato almeno una settimana, e sono state giornate tremende. Sia per...
Criceti e divertimento
Amici podisti, coraggio. È un momento difficile, e l’estensore di questo articolo avrebbe una gran voglia di esprimere il suo punto di vista. Ma non lo fa per due motivi: perché non vuole aggiungere un’opinione alla miriade di quelle – spesso dettate dall’emotività, superficiali e contraddittorie – che affollano il web; e poi perché solo guardando un fenomeno dalla dovuta distanza (temporale) lo si può analizzare con sufficiente lucidità.












