Giacca con cappuccio GORE-TEX SHAKEDRY™: chi è senza peccato…
GORE Wear è uno dei marchi che adotta la tecnologia GORE-TEX, mitico tessuto brevettato nell’ormai lontano 1976. In breve, il tessuto GORE-TEX riesce in un’impresa che suona quasi come un ossimoro: rendere estremamente traspiranti e allo stesso tempo del tutto impermeabili i suoi prodotti, grazie a una serie di dieci membrane ciascuna delle quali presenta qualcosa come nove miliardi di microscopici fori per pollice quadrato (!).
“Impunità di gregge”: quando lo sport fa orrore
Benché, per scelta di chi scrive, la rubrica che state leggendo adotta quasi sempre una prospettiva ironica e leggera, siamo ben lungi dall’ignorare che...
Macron, sport e oltre
Nonostante il nome possa trarre in inganno, Macron è un’azienda italianissima, fondata a Bologna nel 1971 e attuale sponsor tecnico delle nazionali di rugby italiana (dal 2017) e scozzese (dal 2016).
“Rorara”, la corsa come libertà (e salvezza)
L’estensore di questa rubrica settimanale ha dedicato diverse riflessioni scritte – la più lunga e articolata delle quali è diventata un volume – sui...
Outwet: come melomani alla Scala
Finalmente si torna a parlare di abbigliamento tecnico di qualità.
Dico finalmente perché Outwet mi ha inviato ormai un bel po’ di settimane fa tre capi da testare, ma – essendo due su tre canotte – ho dovuto attendere che la primavera si comportasse da tale, per poterli inossare nei miei allenamenti.
“Finding ultra”, non la solita storia
Può la solita storia del loser che si riscatta dalla propria mediocrità, diventando un formidabile atleta, appassionare un lettore scafato?
Annuario dell’atletica 2020
Allora siamo intesi: oggi il podismo – perdonatemi, il running – si compone di selfie, influencer, calze a compressione da novantanove euro e novanta al paio, oscuri amatori che vergano lunghissimi post sui social dove raccontano di come siano riusciti nell’incredibile impresa di correre una mezza maratona in un’ora e cinquantasei minuti, libri autoprodotti in cui ex alcolizzati, ladri e sicofanti narrano (narrano, oddio…) come – dopo immancabile crisi mistica – siano riusciti a raddrizzare la loro grama esistenza e a correre la maratona di New York, creme riscaldanti al topinambur e stage di podismo pagabili in ottantaquattro comode rate mensili.
L’alimentazione non è competizione
Tra gli appuntamenti irrinunciabili per noi podisti c’è anche – inutile negare che sia così anche per voi, intanto non vi si crede – Deejay Training Center
Cortina-Dobbiaco Run 2019
I luoghi in cui abbiamo corso non hanno bisogno di presentazioni: si tratta di uno dei paesaggi montani più incantevoli al mondo. Ma tutto, di questa gara, è come avvolto da una patina di magia, e restituisce ai partecipanti un senso di bellezza e serenità. Il village, allestito nel verde di Dobbiaco, è animato da una serie di volontari uno più solerte e cortese dell’altro, e ha il suo direttore d’orchestra in Gianni Poli, ideatore della Cortina-Dobbiaco, uomo di una cortesia e di una modestia imbarazzanti.
Il primo gelato gustato all’aria aperta
La fotografia che campeggia sulla copertina del libro di cui parleremo oggi mostra un ragazzone atletico, non troppo magro come la maggior parte di noialtri podisti












