“Egoisti di squadra”, la parola a Fefè De Giorgi
Se dovessi elencare i miei tre sport del cuore, la risposta sarebbe semplice e triplice.
Il calcio è l’amore antico, giocato da ragazzo e tifato...
Acido lattico
Assumendomi una bella responsabilità (siccome faccio parte della categoria), ho più volte affermato che si pubblicano troppi libri di argomento podistico, e nella quasi...
Corri e lascia correre
Nel giro di poche settimane ci troviamo, per la seconda volta, a recensire un volume sul podismo scritto da un’intellettuale (parola-ombrello così vaga da...
Correre o morire
Qualche settimana fa abbiamo recensito (qui) Niente è impossibile, recentissima autobiografia del trentaduenne Kilian Jornet, campione di skyrunning, sci alpinismo e trail running. Alla luce di questo volume, è stata curiosa la lettura di Correre o morire, uscito per Priuli & Verlucca nel 2013 (traduzione di Francesco Ferrucci, prefazione di Simone Moro): i sei anni che intercorrono fra la pubblicazione dei due libri permettono di individuare analogie e differenze, che probabilmente rispecchiano da un lato la maturazione di un giovane uomo, dall’altro la fedeltà a pochissimi (ma assai ben radicati) principi.
Apnea
Come ormai detto e ripetuto, questa rubrica settimanale sta abbandonando sempre più le vesti di bollettino del podista per diventare un appuntamento sfaccettato sul...
Correre… dalla testa ai piedi!
Noi podisti abbiamo imparato tutto quello che c’è da sapere sulla tecnica di corsa, sui programmi di allenamento e sull’integrazione. Negli ultimi tempi, poi, stiamo diventando sempre più consapevoli per quanto riguarda l’alimentazione e il riposo. Eppure, insistiamo a sottovalutare l’aspetto mentale, che invece è fondamentale tanto nella preparazione quanto nell’esecuzione di una performance atletica.
Running flow: si prova ma… non si dice
Il flow, che potrebbe avere il suo sinonimo in ambito sportivo
nella locuzione trance agonistica, più in generale identifica quella condizione ottimale in cui si è
completamente immersi in un’attività, riuscendola a svolgere al meglio delle
proprie possibilità.
“Solo per un giorno”: correre, vivere
Un runner dilettante che inizia la lunga e impegnativa preparazione per una maratona si domanda come far spazio alla corsa nella propria organizzazione quotidiana; salvo poi scoprire che gli allenamenti non solo si integrano perfettamente e naturalmente nella vita ma pure la informano di sé, danno un sottofondo e un ritmo ai piccoli e grandi appuntamenti che la compongono.
Lo sport e i giovani. E noi adulti?
Chi scrive queste righe vi parla settimanalmente di gare podistiche (bel ricordo, vero?), materiale tecnico, libri sul running o più in generale sullo sport...
Settebellissimo
Chi è abbastanza attempato si ricorderà che, tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta del secolo scorso, tre grandi allenatori hanno...












