“Opus”: alla ricerca della nostra pietra filosofale
Da qualche tempo gli appassionati di running non fanno che parlare di quanto oggigiorno sia scaduto il livello medio dei podisti amatori rispetto anche solo a un paio di decenni fa. Dopo aver letto e ascoltato una grande quantità di ipotesi, spesso fantasiose e prive di dati scientifici a conforto, ecco venire in mio soccorso l’ultimo libro di Pietro Trabucchi, Opus, uscito per Corbaccio.
Corsa e silenzio interiore
Cari lettori, in questo appuntamento settimanale tengo volutamente un tono leggero: mi pare il più idoneo a un portale generalista. Ma di tanto in...
Corri e lascia correre
Nel giro di poche settimane ci troviamo, per la seconda volta, a recensire un volume sul podismo scritto da un’intellettuale (parola-ombrello così vaga da...
Basi di medicina per gli sportivi
Un paio di settimane fa, per tessere un elogio un po’ iperbolico all’esaustività del bel Manuale delle piste ciclabili e della ciclabilità di Sergio...
“Solo per un giorno”: correre, vivere
Un runner dilettante che inizia la lunga e impegnativa preparazione per una maratona si domanda come far spazio alla corsa nella propria organizzazione quotidiana; salvo poi scoprire che gli allenamenti non solo si integrano perfettamente e naturalmente nella vita ma pure la informano di sé, danno un sottofondo e un ritmo ai piccoli e grandi appuntamenti che la compongono.
Alberto Cova, la dedizione assoluta
Ci sono immagini emblematiche (oggi si dice iconiche, con buona pace dei dizionari) per gli amanti dello sport: l’urlo di Tardelli nella finale Mundial del 1982, ad esempio, oppure – specie per noi tapascioni – il “Cova, Cova, Cova, Covaaa!” del telecronista Rai Paolo Rosi.
I dannati del pedale
Da qualche parte ho già scritto che il mio rapporto con il ciclismo è tal e quale quello di Paolo Conte. Il grande cantautore...
Da Bauman a Mancini, ecco il calcio liquido
Scrivo questo articoletto nel ventoso e climaticamente incerto pomeriggio di domenica 5 settembre.
Quella che è invece certa è la bellissima vittoria di ieri sera...
Corpi che contano
Recensendo altri volumi ho più volte detto come lo sport, specie quello praticato da noi amatori, ha una peculiarità certamente benefica, ma che allo...
“Running wild”: intimità vs esibizione
Che ci piaccia oppure no, la corsa in questi ultimi anni è diventata una moda. E se la sempre più diffusa passione per il running ha certamente i suoi risvolti positivi (un aumento dei podisti significa, ad esempio, un aumento delle persone che godono di buona salute), c’è al contrario chi della corsa fa propri solo gli aspetti esteriori, collaterali, spesso dimenticandosi dell’essenza di questo meraviglioso sport.












