Due piedi sulle nuvole
Sono troppo anziano per avere degli idoli, ma certamente ho le mie simpatie, anche tra i grandi podisti. Nel novero dei campioni della corsa, tra i miei preferiti c’è senza dubbio Stefano Mei, e se devo pensare ai motivi della mia predilezione, così al volo me ne vengono in mente due di natura sportiva e due di carattere per così dire umano.
Il nostro Vialli
La notizia della morte di Gianluca Vialli mi ha colto nell’ultimo giorno del solito soggiorno natalizio nella mia città natale, Genova, mentre andavo a...
“Fine della corsa”: il giallo podistico di Paglieri
Ormai da diverse settimane ci siamo affrancati dal ruolo di monotematici cantori del podismo, e ci divertiamo sempre più di frequente tentando incursioni in...
Storie di atletica e del XX secolo
Lo sappiamo bene noi podisti: pochi sport come la corsa di resistenza hanno la capacità di astrarci dalla quotidianità. I podisti amatori, durante gli...
Correre nel vento
Stefano Frascoli è un giovane e valente mezzofondista veloce, nonché tra gli animatori della Gang degli atleti disagiati, sito Internet (con relativa, seguitissima pagina Facebook) che parla di atletica in modo scanzonato – seppur rigoroso – e con una lodevole disattenzione nei confronti del politically correct; dico lodevole perché troppi di noi amatori, anche se dalle doti atletiche approssimative, tendono a prendere eccessivamente sul serio se stessi e lo sport che praticano.
I nostri limiti, questi sconosciuti
“Corro solo per divertirmi, non mi interessa guardare il cronometro”.
“I limiti sono solo nella nostra testa”.
Ecco: tra queste due opposte frasi feticcio, alibi abusatissimi...
Calci e sputi e colpi di testa
Credo che questa sia la prima volta in cui il titolo del mio pezzino settimanale coincide perfettamente col nome dell’argomento (il titolo di un...
Ogni corsa è un viaggio
La corsa – così come la preghiera, l’alcolismo, il gioco degli scacchi e le serie tv – se praticata con un certo impegno e una certa costanza pervade di sé la vita: non voglio dire che renda necessariamente ossessivi e impedisca di pensare ad altro, ma certamente essa diventa misura di tutto, e l’esistenza si organizza in sua funzione. Gli allenamenti cadenzano le giornate, regolano alimentazione e riposo, gli appuntamenti vengono presi, spostati o disdetti in base agli impegni sportivi. Che i sedentari non si scandalizzino: chi corre fa tutto questo con piacere, non con uno spirito sacrificale.
Perché corriamo?
utti coloro che negli ultimi anni hanno scritto in lingua italiana pagine non banali sul podismo, sospetto che riconoscano come cugino maggiore Perché corriamo?, libro di Roberto Weber uscito nel 2007 per l’elegante collana einaudiana delle Vele e ormai di non facile reperibilità.
Messi, l’ineffabile
Inevitabile, per chiunque sia appassionato di sport, capitare almeno una volta nella vita in una discussione in cui – di solito con la massima...












