I superalimenti
Domanda a bruciapelo: quali sono i tre pilastri che concorrono a garantire una buona condizione di forma psicofisica? L’allenamento, d’accordo: e poi? Ben detto,...
“Impunità di gregge”: quando lo sport fa orrore
Benché, per scelta di chi scrive, la rubrica che state leggendo adotta quasi sempre una prospettiva ironica e leggera, siamo ben lungi dall’ignorare che...
Alex Schwazer: il talento, gli errori, le sentenze, i dubbi
Ogni tanto noi podisti, quando partecipiamo a una gara, superiamo (o veniamo superati da) un qualche personaggio strampalato che ancheggia, sgomita vistosamente e anziché...
L’alimentazione dello sportivo
Bignami, manuali, prontuari, livre de chevet…
Sapete, no?, i volumi di pronta utilità, che teniamo sul comodino nella malaugurata ipotesi che, nottetempo, fossimo preda di...
Due piedi sulle nuvole
Sono troppo anziano per avere degli idoli, ma certamente ho le mie simpatie, anche tra i grandi podisti. Nel novero dei campioni della corsa, tra i miei preferiti c’è senza dubbio Stefano Mei, e se devo pensare ai motivi della mia predilezione, così al volo me ne vengono in mente due di natura sportiva e due di carattere per così dire umano.
Bruce Lee. L’avventura del piccolo drago
Due degli uomini più ricchi del pianeta, Elon Musk e Mark Zuckerberg, non sapendo come passare il tempo stanno pensando di sfidarsi. Non a...
Fascino, mistero e filosofia del calciobalilla
Cominciamo col dire che l’estensore di questo articolo, in gioventù, ha giocato con una certa frequenza a ping pong. Ed era diventato fin bravino,...
Perché corriamo?
utti coloro che negli ultimi anni hanno scritto in lingua italiana pagine non banali sul podismo, sospetto che riconoscano come cugino maggiore Perché corriamo?, libro di Roberto Weber uscito nel 2007 per l’elegante collana einaudiana delle Vele e ormai di non facile reperibilità.
Un miglio al giorno
È con le pitture rupestri che l’umanità ha imparato a narrare la realtà attraverso le immagini, e da lì non ha più smesso di...
Il primo gelato gustato all’aria aperta
La fotografia che campeggia sulla copertina del libro di cui parleremo oggi mostra un ragazzone atletico, non troppo magro come la maggior parte di noialtri podisti












