Vibram FiveFingers V-Run, una sveglia per i piedi

Un paio di settimane fa, recensendo le calze con le dita Ortles Run, abbiamo parlato di una cosa talmente ovvia che viene facilissimo dimenticarsene.

Del fatto, cioè, che corriamo anzitutto con i piedi. Anzi: che a prescindere dallo sport che pratichiamo, i piedi sono il nostro primo strumento di locomozione. Da qui la domanda trabocchetto: quanto li alleniamo, i piedi? In che modo ci prendiamo cura di loro?

Ecco: anche il podista evoluto, che si allena cinque o più volte a settimana, non deve sentirsi al sicuro. Perché qualche ora complessiva di allenamento settimanale può facilmente venire sconfessata da un tempo molto più ampio in cui i nostri piedi rimangono immobili, spesso sigillati in calzature strette e magari con tacchi vertiginosi. E così, il piede si dimentica del… proprio mestiere di piede. Che fare, per rimediare?

Vibram FiveFingers

FiveFingers

Una risposta ci viene fornita da Vibram FiveFingers, il marchio di scarpe minimaliste con uno spazio apposito per ciascun dito.

L’obiettivo di Vibram FiveFingers lo leggiamo nella home del sito: “Vibram FiveFingers nasce dal desiderio di riscoprire il contatto con il nostro ambiente naturale, tornando all’essenza del piede umano che diventa un tutt’uno con l’ambiente circostante. Indossando Vibram FiveFingers, si favorisce una connessione più profonda tra il corpo e l’ambiente naturale.

Quando ci si muove liberamente, non c’è luogo in cui non si possa andare. Chiunque tu sia. Ovunque tu vada. Muoviti liberamente.”

Riallenare il piede. Con gradualità

Indossare Vibram FiveFingers significa indossare scarpe leggerissime, senza drop e in cui ogni dito può muoversi liberamente, riacquistando elasticità e forza propulsiva.

È uno dei modi migliori di riallenare il piede a un ruolo meno passivo, assieme ad altre buone pratiche quotidiane. Come ad esempio restare scalzi almeno per qualche ora al giorno, indossare scarpe con un drop minimo e un puntale ragionevolmente ampio, che consentano una postura più naturale. E magari effettuare esercizi di mobilità e forza per i piedi (noi podisti sappiamo benissimo quanti infortuni li riguardano).

La sensazione di calzare le Vibram FiveFingers è certamente quella di una grande libertà, e questo non deve trarre in inganno. Come è indicato nella brochure di ogni modello, occorre gradualità. Nelle prime settimane, le FiveFingers vanno indossate per un breve periodo, in qualunque momento della giornata.

Si può poi aumentare il tempo in cui le si tiene ai piedi, e iniziare a usarle in modo dinamico, anche per una parte degli allenamenti. Molto dipende dai parametri individuali: età, struttura fisica, tipo di calzature (sportive e non) indossate fin lì, attitudine all’attività sportiva, abitudine a stare scalzi…

Per questo sarebbe buona norma farsi consigliare e seguire da un professionista.

Il test delle V-Run

Ho testato, anzi sto testando, le Vibram FiveFingers V-Run, scarpe da corsa con tomaia morbida e traforata, che consente un’ottima traspirazione. Il peso del mio 12,5 US è di appena 165 grammi.

La soletta di due millimetri è in Eva, con soletta interna antimicrobica, l’intersuola sempre in Eva è di quattro millimetri con 2,5 millimetri di gomma nella suola.

Al di là delle caratteristiche tecniche, indossare quotidianamente le Vibram FiveFingers dà in effetti una sensazione di grande libertà ma in un certo senso impone cautela: sentiamo non solo i piedi ma anche le gambe sottoporsi a un lavoro quotidiano a cui non erano più abituati. Succede in fondo così quando per la prima volta un’attività fisica ci sollecita un certo gruppo muscolare.

Dopo più di un mese ho corso i miei primi cinque chilometri, con grande piacere e ottime sensazioni. Ma va considerato che – lavorando da casa – sto scalzo diverse ore al giorno, faccio già qualche esercizio per i piedi e mi sono allenato per più di due anni con drop zero.

Ecco: ciascuno avrà i propri tempi di adattamento, ma di sicuro per tutti, podisti o meno, le Vibram FiveFingers rappresentano un ottimo strumento per prendersi cura, rinforzare e preparare i nostri piedi all’attività fisica, ma anche alla vita di tutti i giorni.



Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici. Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!
Desidero inviare a Moondo una mia libera donazione (clicca e dona)

GRATIS!!! SCARICA LA APP DI MOONDO, SCEGLI GLI ARGOMENTI E PERSONALIZZI IL TUO GIORNALE



La tua opinione per noi è molto importante.
Commento su WhatsApp Ora anche su Google News, clicca qui e seguici



Potrebbe interessarti anche:
Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo, seconda edizione 2021). Con Giovanna Piazza ha ideato e cura il blog letterario "Squadernauti". Ha ideato Bed&Runfast, il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.