Quattro domande a Benedetto Catinella di Inkospor

Ho conosciuto Benedetto Catinella, direttore della filiale italiana di Inkospor (azienda tedesca che si occupa, tra le altre cose, della produzione di integratori per lo sport), alla Genova City Marathon del 2018. Dopo quel fugace incontro, Benedetto mi ha fatto testare buona parte della gamma di prodotti per l’integrazione di Inkospor, che ho imparato ad apprezzare e che ora reputo insostituibili.

Con Benedetto, poi, è nata una reciproca simpatia, fondata su alcune sintonie caratteriali e sul condiviso amore per una comunicazione schietta e priva di fronzoli. Qualche giorno fa gli ho posto quattro domande, alle quali ha volentieri e prontamente risposto. Ecco qui di seguito il breve dialogo.

I nostri lettori conoscono già Inkospor, grazie ai due miei articoli usciti qui e qui, dove si fa una panoramica dei suoi principali prodotti per l’integrazione e si spiega la filosofia dell’azienda. Al direttore della filiale italiana chiediamo piuttosto di raccontarci in breve il perché di un impegno lavorativo che è diventato una vera passione.

La vendita per me non è mai stata finalizzata solo al facile guadagno. Mi piace e mi appassiona vendere prodotti che possiedano tutti i requisiti per soddisfare appieno ogni necessità dei consumatori. Mi riferisco cioè alle materie prime, alla competenza di ciascun profilo professionale che lavora per Inkospor, all’attenzione incessante affinché le nostre strutture produttive siano a norma, alla trasparenza nella comunicazione, alla qualità dei prodotti e al miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato.

A tal proposito, Inkospor si differenzia dalle altre aziende di integrazione sportiva perché, forte della qualità dei suoi prodotti, ha scelto di non affidarsi a campagne pubblicitarie sgargianti. Ci piacerebbe però conoscere qualcuno dei principali atleti testimonial del marchio.

Tra i tanti sportivi di diverse discipline che sono fedeli ai nostri prodotti, mi piace citare (per ordine d’importanza o popolarità) una squadra di ciclismo maschile su strada, la Androni Giocattoli-Sidermec.

Tutti gli atleti che hanno scelto Inkospor lo hanno fatto per la qualità, l’efficacia, l’affidabilità, la digeribilità e – cosa non meno importante – per la varietà di gradevolissimi gusti dei nostri prodotti.

Questo articolo uscirà lunedì 4 maggio, quando probabilmente un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri riconsentirà di praticare gli sport individuali, nel rispetto di tutte le misure di prevenzione vigenti. Quale, secondo Benedetto Catinella, il futuro prossimo per lo sport, sia quello professionistico che quello amatoriale?

Penso che andremo incontro a un aumento delle persone che praticano sport individuale, per ottenere o mantenere uno stato di salute efficiente e di benessere: la forzata stanzialità di questi giorni ha provato tutti, dal punto di vista sia fisico che psicologico. Mentre credo che nello sport agonistico, tanto per gli amatori di alto livello quanto per i professionisti, le regole andranno necessariamente cambiate, in modo da consentire una maggiore sicurezza agli atleti, a tutti i componenti dei team e, non da ultimo, agli spettatori.

E infine: cosa succederà, nei prossimi mesi, ai prodotti per l’integrazione sportiva? Benedetto Catinella prevede una contrazione delle vendite o magari un boom, ingenerato dalla voglia di tanti atleti di tornare ad allenarsi?

Penso che dopo la tragedia del Covid-19 gli atleti amatori saranno portati a prestare una maggior attenzione alla qualità della vita, dell’alimentazione, e quindi anche degli integratori che utilizzano. Probabilmente si faranno attrarre di meno dalle promesse impossibili di certe pubblicità, e si affideranno di più alla qualità e alla trasparenza. E proprio Inkospor è il marchio di prodotti per l’integrazione sportiva che, in questo senso, tutela maggiormente i consumatori.



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 è diventato rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.