Le date che hanno cambiato il volto del calcio moderno: la storia del calcio

Il calcio, come molte altre discipline sportive, è fatto di date che ne hanno modificato nel trascorrere dei secoli  la struttura organizzativa, le regole ed il valore, fino a renderlo unico e cosi affascinante.

Per conoscere al meglio questa disciplina è necessario iniziare un percorso  nel tempo proprio da quelle origini più remote.

Si può definire ricco di fascino il viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca di attendibili antenati di quello che oggi è definito il più grande spettacolo del mondo. Anche in una ricostruzione breve e sommaria appare però, fondamentale, nonché  storicamente corretto, procedere a una suddivisione preliminare. Non prenderemo in considerazione tutti i giochi con la palla in uso nell’antichità, ricerca che risulterebbe senza fine, bensì soltanto quelli che presentano sostanziali analogie con il nostro amato calcio moderno.

Cronologicamente parlando le prime manifestazioni di quello che potremo definire “proto calcio” si ebbero in estremo oriente (che strano intreccio del destino guardando ai giorni nostri) proprio come dimostrò JULES RIMET, al quale si deve la creazione e il lancio, nel 1930, del primo campionato del mondo di calcio.

Si narra che già nel 25° secolo A.C. l’Imperatore cinese Xeng Ti obbligava gli uomini del suo esercito a praticare tra i vari esercizi di addestramento militare, un gioco sul possesso (un Pep Guardiola dei nostri giorni con il suo TIKI-TAKA) di un oggetto sferico molto simile ad un pallone di oggi. Il gioco era chiamato TSU-CHU.

Più tardi, parliamo di circa un millennio dopo, questa pratica venne ripresa in Giappone ma non più come esercitazione militare ma come diletto per le classi più nobili. Possiamo dire che si iniziavano a intravedere le prime delineazioni di superficie (attuali righe di campo), queste superfici venivano delineate con degli alberi, più precisamente con 4, i quali venivano predisposti agli angoli ma il fatto che rende tutto più particolare è che gli alberi erano si quattro ma di diversa tipologia: pino, ciliegio, mandorlo ed in fine un salice… che strano!

Anche il pallone prendeva forma assumendo una sua misura di 22 cm ricoperto con un esterno in pelle, veniva usato sia con mani che con piedi, una sorta di RUGBY ante litteram peraltro molto gentile: il gioco, infatti, veniva spesso interrotto per scambi di scuse e complimenti.

Con il passare degli anni anche l’antica civiltà greca, diede il suo contributo apportando modifiche attorno al 1000 a.C., iniziando dal nome L’EPISKYROS (il nome deriva da SK’YROS, la linea centrale che divide in due i campi).

Ma in questo percorso storico non potevano mancare  i romani i quali chiamarono il gioco HARPASTUM dove la pratica sportiva assunse connotazioni decisamente più brutali. Lo praticavano i legionari di GIULIO CESARE, suddivisi in squadre regolari e furono probabilmente loro a farlo conoscere ai britanni durante l’invasione dell’isola, gettando cosi un seme destinato a germogliare copioso nella terra destinata a dare ufficialmente i natali al calcio moderno!

Tanto e tanto altro ancora c’è da raccontare su questa spettacolare disciplina ma senza dilungarmi troppo, con la paura di perdermi, spero di suscitare in voi maggior curiosità dandovi appuntamento alla prossima lettura, sperando di essere di buona compagnia in questo periodo di quarantena e senza CALCIO, con la speranza che le cose migliorino!!!

Arrivederci!

Fine prima parte –> Continua…



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