In questo periodo mi sto levando un po’ di sfizi. Perché riesco a partecipare a gare corteggiate da anni, che per un motivo o per l’altro non mi avevano ancora visto tra i partenti. Lo scorso 14 aprile ho finalmente corso la mezza maratona della mia città, la Mezza di Genova, e il prossimo 2 giugno toccherà alla splendida Cortina-Dobbiaco Run (iscrizioni ancora apertissime: fatevi sotto!).

Scopro qualcosa in più sulla storia e sullo spirito di questa gara durante una breve e spassosa telefonata con Gianni Poli, grande maratoneta dei tempi d’oro dell’atletica italiana, nonché ideatore e organizzatore della manifestazione.

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Quando non c’erano gli smartphone

Gianni Poli, dopo avermi giustamente sgridato perché ho esordito dandogli del lei (tra podisti è d’obbligo il tu, a prescindere dalle differenze di caratura atletica), inizia a raccontare con una loquela formidabile. Mi cita subito una data, il 23 luglio del 2000: in quella caldissima giornata si è corsa la prima edizione della Cortina-Dobbiaco, che dunque il 2 giugno festeggerà vent’anni.

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Ma la genesi della corsa è ben più antica: Gianni, era il 1988, si stava allenando per la maratona di Boston, valevole come selezione per le Olimpiadi di Seul. Aveva in programma un lunghissimo di trenta chilometri, e qualcuno gli ha suggerito di percorrere quindici chilometri di una ferrovia dismessa, che da Dobbiaco conduce a Cortina d’Ampezzo. Sarebbero stati quindici chilometri all’andata e quindici al ritorno, ma la bellezza del paesaggio era tale che Gianni Poli i trenta chilometri li ha fatti tutti in un’unica direzione, fino a ritrovarsi a Cortina d’Ampezzo, solo, comprensibilmente affaticato e soprattutto… senza telefonino. Una volta raggiunto uno dei bar del paese, si è fatto venire a prendere in auto; e mentre percorreva a ritroso la strada statale, che passa non lontano dall’ex ferrovia, ha cominciato a balenargli il pensiero di far conoscere ad altri quello straordinario percorso. Alla fine della sua carriera, nel 1994, Gianni si è trasferito a vivere a Dobbiaco, e piano piano il suo sogno ha iniziato a prendere forma, fino a quella caldissima giornata del 23 luglio del 2000.

Un percorso unico

Sulla bellezza del tracciato c’è poco da dire: chi non conosce la zona, è sufficiente che cerchi in rete qualche video della Cortina-Dobbiaco Run, o anche solo che dia un’occhiata a queste foto, per intuire di cosa stiamo parlando. Si parte dal centro di Cortina d’Ampezzo e dopo pochi chilometri si entra nella vecchia ferrovia; tra laghi alpini, gallerie e ponticelli si sale (ma è una salita morbida) per la prima metà, sino ad arrivare al passo che divide i due comuni (e quindi il Veneto dal Trentino-Alto Adige). Poi si scende altrettanto blandamente sino all’arrivo, godendo della vista di meraviglie paesaggistiche come le Tre cime di Lavaredo.

A questo punto Gianni Poli mi svela una curiosità e aggiunge una notazione tecnica di grande finezza.

La curiosità riguarda proprio le Tre cime, che appaiono nel logo della manifestazione: Gianni mi dice ridendo che il comitato organizzatore ha dovuto faticare un po’, i primi anni, per dissuadere i runner dall’idea che ci fosse un collegamento tra l’immagine del logo e le pendenze della gara, che – ripetiamolo – non sono mai proibitive.

La notazione tecnica riguarda la peculiare distanza della Cortina-Dobbiaco, fissata a trenta chilometri. Poli è convinto, e di fronte a una simile autorità non possiamo che fidarci, che correre per chilometraggi anomali impedisca di fare raffronti. Chi di noi fondisti, in effetti, non prepara una maratona o una mezza riferendosi alle ultime gare svolte su una distanza identica, e puntando a limare quei precisi minuti o secondi? Una lunghezza di gara inusuale, viceversa, permette di affrontare la corsa con più serenità; e la maggiore serenità consente a sua volta di godersi meglio la gara, e non di rado di fornire prestazioni inattese.

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Per concludere

Per concludere, vi aspetto domenica 2 giugno a Cortina, ricordandovi due cose: che chi, come me, pernotterà a Dobbiaco (o nei suoi dintorni), avrà una navetta che lo condurrà alla partenza; e che non si correrà solo la mitica trenta chilometri, ma anche una serie di gare collaterali a partire da sabato 1 giugno, come potete leggere qui.

E chi non sarà dei nostri dovrà accontentarsi del mio resoconto, che uscirà a ridosso della manifestazione.

Buona Cortina-Dobbiaco a tutti!


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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui il romanzo "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 7 febbraio 2019 è uscito il suo nuovo romanzo, "Gli inseguiti" (CartaCanta). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 diventerà rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.

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