Chi legge gli articoli della sezione Sport di Moondo sa che non recensisco quasi mai aziende di integratori. Perché? Perché in commercio ci sono fin troppi marchi, che si equivalgono sia nella qualità sia nella propensione a somministrarci campagne pubblicitarie sgargianti, dove veniamo rassicurati sull’eccellenza dei propri prodotti.

Driatec, basso profilo e alta qualità

Driatec_logo

Faccio volentieri un’eccezione parlandovi di Driatec, perché sono rimasto colpito dalla loro serietà. Che si manifesta in due aspetti per così dire opposti: da un lato, una pubblicità ridotta davvero al minimo, e una presenza prossima allo zero sui social; dall’altro, un’alta qualità dei prodotti, testimoniata peraltro – come vedremo – da collaborazioni eccellenti.

Driatec, il cui eloquente motto è Integrazione minerale avanzata, lavora con Università, centri di ricerca, professionisti nell’ambito della medicina naturale, e suo scopo è quello di favorire – attraverso la prospettiva della medicina integrata – il mantenimento o il reintegro dell’equilibrio dei minerali.

Le tre principali linee della Driatec sono la DriaForce, composta da dieci prodotti con effetti in qualche modo rigeneranti; la linea Oximix+, con dodici differenti miscele di minerali oxiprolinati (cioè che utilizzano come vettore l’oxiprolina, uno degli aminoacidi deputati alla produzione di collagene e alla protezione delle cellule dai radicali liberi); e la linea Dria Energy, il cui unico prodotto è stato pensato per chi fa sport di resistenza, o endurance che dir si voglia.

I tre prodotti testati

Della linea DriaForce ho assunto (anzi, sto assumendo) il Ferro +, flacone da quaranta capsule, disponibile anche in gocce; e dico sto assumendo anche per prevenire la ben nota anemia del podista, che tende a palesarsi soprattutto nei mesi estivi. Ogni capsula (il cui involucro è di origine vegetale) contiene 14 mg di ferro, che corrisponde alla dose quotidiana consigliata per un adulto; ma anche zinco, manganese, acido folico e ben 154 mg di vitamina C.

Ho poi testato l’Oximix 9+ Cardio, flacone da centosessanta capsule (nuovamente, disponibile in commercio anche nella versione liquida). In questo caso l’assunzione quotidiana consigliata è di quattro capsule, che forniscono 110 mg di vitamina C e 141 di magnesio (presente in tre forme: pilodato, citrato e carbonato). Il prodotto è indicato negli stati di ipotensione, stress psicofisico e – anche stavolta – nei periodi di caldo intenso. Svolge un’azione antiossidante e, per gli sportivi, previene l’insorgenza di crampi.

A proposito di sportivi, veniamo al prodotto che mi ha sorpreso di più: il Dria Energy, che ho assunto nella varietà agrumi ma che esiste anche nella versione al gusto menta. Premettiamo, a garanzia della sua elevatissima qualità, che il Dria Energy viene assunto dalla nazionale italiana di ultramaratona.

È la risposta all’annoso problema che affligge noi praticanti sport di endurance (anche se ormai, col dilatarsi delle distanze, un maratoneta come me si sente quasi… un velocista). Il problema, dicevamo, della reintegrazione in gara, una volta che ci si avvicina all’esaurimento delle scorte di glicogeno. Abbiamo sfatato altrove una serie di luoghi comuni, primo fra tutti il fantomatico aiuto che proverrebbe dall’assunzione di cibi solidi: ma no, non avremmo il tempo di digerirli e trasformarli in energia. Anzi, il processo digestivo causerebbe il cosiddetto furto di sangue a danno dei muscoli coinvolti nel gesto atletico.

Ebbene: la massima quantità di zuccheri utilizzabile senza attivare la digestione è di circa 60 grammi ogni ora, diluiti in un litro d’acqua. Un flacone di Drya Energy (da assumere dunque ogni 30 minuti circa) contiene 35 grammi di glucosio. Proprio sulla pagina del prodotto possiamo leggere un’illuminante calcolo sull’energia spesa durante una gara di resistenza, desunta da Basi di medicina per gli sportivi di Luca Speciani, da noi recensito qui.

Conclusioni

Le conclusioni sono fin troppo semplici da trarre: se confrontati con marchi che promettono l’impossibile, i prodotti Driatec – molto semplicemente – reintegrano l’organismo in modo funzionale, cioè restituendogli né più né meno ciò di cui ha bisogno, e nel caso di Drya Energy ci viene anche spiegato nel dettaglio come e perché.

Mica poco, cosa dite?


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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui il romanzo "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 7 febbraio 2019 è uscito il suo nuovo romanzo, "Gli inseguiti" (CartaCanta). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 diventerà rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.

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