Ben trovati. Abbiamo espresso altrove (esattamente qui) le nostre riserve nei confronti degli integratori alimentari. Quando ci troviamo a recensire un qualche integratore, dunque, è perché qualcosa del prodotto testato ci ha spinti a infrangere il nostro abituale scetticismo.

Cellfood: come si presenta

Cellfood, di cui parleremo brevemente oggi, ci ha incuriosito fin da quando abbiamo aperto la busta in cui era contenuto. Il materiale informativo era così fitto (opuscoli, fogli singoli dattiloscritti, addirittura un librino) da farci credere che la Eurodream Srl – il distributore italiano – avesse dimenticato di… inserire nella confezione anche il prodotto. Che invece c’era, sotto forma di tre flaconcini da 30 millilitri l’uno. Mi sono dunque documentato, e ho iniziato ad assumere il prodotto.

Cellfood: cosa è, come agisce

In sintesi – non possiamo fare altrimenti, visto il poco spazio a nostra disposizione – possiamo definire Cellfood partendo dal motto, o payoff che dir si voglia, presente sulla confezione del prodotto e sul materiale promozionale: Ossigeno per la vita. Si tratta infatti di un integratore antiossidante a base di ossigeno, amminoacidi e oligoelementi (cioè elementi presenti in un campione con una concentrazione inferiore a cento parti per milione). Cellfood non contiene lieviti né glutine, è atossico e viene assorbito in una percentuale variabile tra il novantacinque e il cento per cento; essendo poi in gocce, non sovraccarica il sistema digestivo né il fegato.

Spiegare in dettaglio l’azione di Cellfood sul nostro organismo è assai complesso, specie per chi – come me – ha pochissime competenze in ambito chimico. Diciamo così: tutti gli elementi costitutivi di Cellfood sono tenuti in sospensione in una soluzione colloidale di solfato di deuterio, potenzialmente in grado di scindere le molecole d’acqua del nostro organismo in ossigeno e idrogeno. Fermiamoci qua e concentriamoci su aspetti più facilmente comprensibili (almeno da parte dell’estensore di questo articolo).

Cellfood: come si assume, quali effetti ha

Ogni flacone di Cellfood, dicevamo, contiene 30 millilitri di prodotto in gocce, da assumere tre volte al giorno incrementando via via il dosaggio (si parte da una goccia al mattino, una al pomeriggio e una alla sera per arrivare, aggiungendo ogni giorno una goccia per ciascuna delle tre somministrazioni quotidiane, a otto gocce per tre assunzioni, ossia ventiquattro in una giornata). Un flacone contiene una quantità di prodotto bastevole per un mese.

Cellfood ha un forte potere antiossidante: non solo elimina i radicali liberi in eccesso (abbassando sino al 27% il livello di stress ossidativo), ma ossigena anche le cellule e migliora le prestazioni sportive, accelerando la rimozione dell’acido lattico, oltre ad abbreviare i tempi di recupero. L’ossigeno, poi, migliora la funzionalità cerebrale e lo stato di allerta, così come protegge i polmoni e stimola la funzione respiratoria, facilita la digestione e ripristina la piena funzionalità dell’intestino.

Cellfood: funziona?

Eccola la domanda capitale: Cellfood funziona? Se vi aspettate da me una risposta univoca, resterete delusi. Intanto perché non esistono integratori dall’effetto così dirompente da far giurare a uno sportivo amatore, dopo poco più di un mese di assunzione, di essere davanti a una sostanza miracolosa. Inoltre, siamo in un periodo di caldo straordinario, ed eventuali virtù di Cellfood sono certamente limitate da un clima non proprio ideale all’ottenimento delle migliori performance sportive.

Indubbiamente spiace che, nel corposo materiale pubblicitario, i tanti cenni ai benefici di Cellfood (e al suo ideatore, Everett L. Storey) non siano supportati da chiari riferimenti bibliografici, mentre al contrario – lo diciamo solo per amore di onestà – non è difficile trovare in rete, in lingua italiana e inglese, siti che argomentano con una certa chiarezza alcune riserve sull’efficacia del prodotto.

Il nostro giudizio resta quindi, per ora, sospeso, nella speranza che i produttori e distributori di Cellfood rispondano quanto prima alle critiche e dettaglino meglio alcune informazioni.

Nel frattempo, buone corse a tutti!


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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 è diventato rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.