Xtech Sport Design, il gusto di correre

Amici podisti, come state? Avete ripreso a correre? E chi non ha mai smesso, sta allungando a poco a poco il chilometraggio?

Ciò che è accaduto negli ultimi tempi ha vampirizzato anche i miei articoli; perciò solo oggi, a distanza di svariate settimane, torno a parlarvi di abbigliamento tecnico. E lo faccio con tre prodotti che mi hanno non poco stupito. Seguitemi: vi spiegherò perché.

Xtech Sport Design

Xtech Sport Design è un’azienda made in Italy con sede in provincia di Brescia, attiva sul mercato dal 1981. È specializzata nella produzione di intimo tecnico per diversi sport (oltre al running ricordiamo almeno il ciclismo, il motociclismo, lo sci e il trekking), e i suoi quattro principi-guida campeggiano sul sito: etica, filosofia, progettazione e produzione.

Qualche parola per ciascuno di essi: etica è qui sinonimo di ecosostenibilità (che investe tutta la filiera produttiva), mentre la filosofia è quella di coniugare qualità e innovazione, grazie alla compresenza di un’elevata esperienza artigianale e di macchinari produttivi di ultima generazione. La progettazione poggia su due fibre brevettate da Xtech, che garantiscono l’eccezionalità dei suoi prodotti: X-Pro, una macromolecola resistente all’usura e straordinariamente elastica, e X-Dry, una fibra naturale in polipropilene, leggerissima, traspirante e ipoallergenica. Infine la produzione, il cui interno ciclo – dalla progettazione al confezionamento – si sviluppa in Italia.

E fin qui, tutto bene. A questo punto devo farvi una piccola confessione: i prodotti che mi sono stati inviati per il test, e che ho indossato in due allenamenti la scorsa settimana (con temperature già superiori ai 20 °C), mi hanno un po’ spaventato. Come mai? Perché si è trattato, oltre che di un paio di calzini corti, di una T-shirt e di un paio di pantaloncini aderenti, i cosiddetti ciclisti. A un primo sguardo, mi sono parsi eccessivamente “caldi” rispetto alla stagione. Il mio sospetto era fondato?

Il test dei prodotti

Nemmeno un po’. Partiamo dalle calze: il modello XT87 è composto per il 55% dalla fibra X-Dry e per il 35% dalla X-Pro. Leggere e traspiranti, hanno una densità variabile, la punta e il tallone rinforzati, ma il loro massimo pregio l’ho riscontrato nella vestibilità: perfetta, senza una pressione eccessiva né al piede né alla caviglia.

Ancora più sorprendenti ho trovato gli altri due prodotti. Partiamo dai pantaloncini Bolt, composti anche in questo caso per più del novanta per cento dalle due fibre brevettate dall’azienda. Magnificamente aderenti (e non è un caso: la Xtech adotta la tecnologia Seamless 3D, affinché tutti i loro capi si adattino con precisione alla forma del corpo), mi hanno impressionato per la loro risposta elastica in una sessione di quattordici ripetute sui duecento metri. Il sudore viene espulso velocemente e si ha davvero una confortevole sensazione di sostegno alla muscolatura.

Infine, la maglia Spyder a manica corta, composta per il 90% da Dryarn, una microfibra in polipropilene con proprietà ipoallergeniche e antibatteriche, ma soprattutto in grado di espellere il sudore con una rapidità ineguagliabile. Era il capo che temevo di più, per la mia inclinazione a sudare vistosamente anche con temperature non troppo elevate. Invece la maglia – anche in questo caso molto aderente ma assai comoda grazie alla sua elevata elasticità – ha mantenuto il mio busto asciutto.

Alla qualità estrema dei tre prodotti aggiungo una considerazione estetica generale: non mi dispiace, in quest’epoca nella quale troppe aziende fanno a gara a produrre capi dai colori sempre più sgargianti e dai design sempre più bizzarri, l’idea di indossare capi di un’eleganza sobria. Insomma, con Xtech Sport Design si corre nel modo che prediligo: badando al gesto, non agli orpelli.

Buoni allenamenti a tutti! Ci si rivedrà in qualche gara, prima o poi.



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 è diventato rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.