S’Track: il punto di vista di Cébé sul podismo

Come sa chi ha l’abitudine di leggere i miei articoli pubblicati da Moondo, guardo sempre con una certa diffidenza al proliferare dei gadget per la corsa, che da un lato riempiono le tasche delle aziende e dall’altra le illusioni dei podisti amatori, convinti forse che sia sufficiente abbigliarsi come gli atleti professionisti, e assumere i loro stessi integratori, per eguagliarne le prestazioni atletiche.

Tuttavia ci sono delle virtuose eccezioni, rappresentate da prodotti che hanno una loro indubbia utilità; e a quel punto, se apportano concreti benefici ai podisti, ben venga anche una certa gradevolezza estetica.

Della categoria fanno senz’altro parte gli occhiali da sole per il running. La lapalissiana funzione di protezione degli occhi dai raggi solari (ma non solo: da tutte le condizioni atmosferiche che producono una luminosità in qualche modo fastidiosa) permette di correre senza contrarre i muscoli del volto, condizione salutata con favore specialmente dai fondisti. Non a caso, Stefano Baldini ha ripetutamente segnalato che il paio di occhiali indossato all’ultimo momento, dopo aver assistito in tv alla gara femminile, ha contribuito non poco a quell’idilliaco stato di benessere psicofisico che gli ha permesso di correre la gara perfetta alla maratona di Atene del 2004, e di aggiudicarsi un indimenticabile oro olimpico.

Tra le altre virtù degli occhiali da sole – ce lo ricorda l’alessandrina Valeria Straneo, e molto più modestamente ve lo confermo anche io – c’è quella di preservare l’occhio dall’intromissione inopinata di moscerini e altri insetti di dimensioni minime.

Gli occhiali S’Track della Cébé

Ma perché gli occhiali da sole per podisti siano efficaci devono possedere alcune caratteristiche: leggerezza, vestibilità (che in questo caso significa il rimanere ben saldi, senza opprimere le tempie né volarsene via) e soprattutto lenti di elevata qualità. Sono tre peculiarità che ritroviamo senza dubbio nel modello di punta della Cébé per quanto riguarda il nostro amato podismo: parliamo degli occhiali S’Track 2.0, disponibili nelle misure M e L.

Si tratta di un oggettino che in soli ventotto grammi di peso racchiude davvero svariate doti. Iniziamo dalla stabilità, uno degli indiscutibili punti di forza: grazie alla tecnologia Symbio Tech, la doppia asta curva posizionata all’interno della montatura crea un ulteriore punto di appoggio all’altezza delle tempie.

Le ampie lenti Sensor, poi, sono per così dire selettive: migliorano cioè la percezione dei colori maggiormente presenti in natura (verde, marrone, giallo), rivelando dettagli difficilmente visibili a occhio nudo; al contrario, i colori più fastidiosi per la vista (come il blu) vengono filtrati maggiormente. Tre ulteriori qualità delle lenti dei S’Track sono il trattamento antigraffio, quello antiappannamento e soprattutto il fatto che si adattano a ogni tipo di luminosità: li ho in effetti provati in giornate sia di forte sole sia col cielo carico di nubi gonfie di pioggia, e il sollievo è stato sempre eccellente.

Gli occhiali sono disponibili anche con lenti correttive, hanno il nasello in gomma regolabile e potete sceglierli in differenti coppie di colori, tutte vivaci ma nessuna eccessivamente sgargiante. Ecco, a proposito, l’estetica: finalmente un paio di occhiali da corsa davvero belli da indossare. Non che questa caratteristica sia fondamentale, dal momento che un prodotto del genere deve essere soprattutto utile; però, ecco, non guasta.

Un solo minimo difetto, che trasformo in consiglio ai produttori per i prossimi modelli: non sarebbe guastato un parasudore nella parte superiore, siccome in un paio di allenamenti piuttosto lunghi, svolti in giornate calde, qualche goccia di sudore è scesa sulla lente, appannandomi la vista per un paio di minuti.

Ma è un dettaglio trascurabile, se paragonato alla compattezza, al design e alla funzionalità degli occhiali S’Track della Cébé: finalmente un oggetto per il running sensato, bello alla vista e – aggiungiamo un particolare non secondario – venduto a un prezzo ragionevole. Buone corse a tutti!



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 è diventato rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.