Da qualche tempo, ogni volta che (io residente a Tortolì) vado a Cagliari, salgo in Via Regina Margherita 19 e grazie a Semino mi assicuro un’ora di felicità.

Antefatto

Semino uno

Semino è un ristorante con pochi coperti ma con tante bellissime idee. Nasce nel 2014 da un’intuizione delle fondatrici e attuali socie, Giovanna Ghiani e Rita Oldani.

Qualche anno prima la nutrizionista Giovanna, che frequentava il dottorato in Bioenergetica del movimento umano, era cliente abituale di Rita, che già lavorava nel campo della gastronomia di qualità.

Nel gennaio del 2013 Giovanna, diventata docente di Fisiologia e scienza dell’alimentazione all’università di Cagliari, tiene un corso di cucina GIFT (acronimo su cui torneremo) e un bel giorno, tra il serio e il faceto, chiede a Rita: “Se un cliente ti domandasse una colazione continentale, tu cosa gli serviresti?”

Covava l’idea, Giovanna, di una bizzarra ed entusiasmante liaison tra arte e scienza, tra l’attenzione dei cuochi al sapore e quella dei nutrizionisti alla salute.

Il Semino è gettato

L’idea diventa progetto, che entusiasma anche Rita, ed ecco che, in tempi rapidissimi, nel giugno del 2014 apre Semino.

Ma che cos’è, e cosa propone ai propri clienti, questo locale?

Semino è l’unico ristorante in Italia a offrire solo ed esclusivamente piatti della cucina GIFT (altri ristoranti affiancano a menù tradizionali alcuni piatti preparati secondo la dieta GIFT).

La dieta GIFT (acronimo di gradualità, individualità, flessibilità, tono), ideata da Luca Speciani, è in estrema sintesi una dieta normoproteica e normocalorica che ha come obiettivo la riattivazione del metabolismo e il conseguente benessere psicofisico di chi la segue. Derivata dalla medicina di segnale (di cui probabilmente parleremo in un prossimo articolo), questa dieta si basa su alcuni semplici principi, come una ricca colazione, l’associazione di carboidrati e proteine a ogni pasto, l’eliminazione di zuccheri, farine raffinate e cibi spazzatura, l’uso di cereali integrali e condimenti di qualità, oltre che su una regolare attività fisica.

Semino staff

Ma cosa si mangia, e cosa non si mangia, da Semino?

I clienti di Semino, che si dividono abbastanza equamente tra affezionati e curiosi, hanno modo di gustare ogni giorno ricette semplici con prodotti di stagione, alimenti nutrienti, dolci senza zucchero. Si potrà scegliere tra un pasto completo, uno spuntino e un piatto unico: troverete verdura e frutta a volontà, carne e pesce, alimenti per vegetariani e vegani. E, inutile dirlo, tanti semi cucinati nelle più svariate fantasie.

Ma, ahivoi, da Semino non c’è spazio per carboidrati raffinati, dolcificanti artificiali, prodotti semilavorati, grassi idrogenati e zucchero bianco.

Postilla: lo staff prepara anche piatti da asporto e consegna il cibo a domicilio. È inoltre possibile acquistare pacchetti da un certo numero di pasti a prezzo scontato.

Semino due

La cultura della salute

Semino è un ristorante unico non solo per i suoi piatti. Intanto, Giovanna, Rita e i loro collaboratori sono sempre lieti di raccontare al pubblico la composizione di ogni piatto, e di rispondere a qualunque domanda che abbia per argomento l’alimentazione o la salute.

Il locale è un punto d’incontro dove si mangia, si socializza e si condivide l’idea che nutrirsi bene sia un aspetto fondamentale di una vita serena e attiva: non a caso molti sportivi anche di alto livello passano spesso e volentieri a pranzare o cenare qui (Semino è aperto dal lunedì al venerdì, orario 9.15-16 e 19-23, e il sabato con orario 9.15-16).

Ma non solo. Lo staff organizza corsi di alimentazione consapevole, con particolare attenzione alle intolleranze alimentari, alle infiammazioni da cibo e alle diete per sportivi; di grande interesse sono anche gli appuntamenti dedicati all’insegnamento del… fare la spesa: come si fa ad acquistare prodotti sani e nutrienti? Come si compongono i piatti di ogni pasto?

Insomma: frequentare Semino significa mangiare meglio, conoscere meglio ciò che mangiamo, sentirsi meglio, vivere meglio.

Mica male, eh?


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