La prossima maratona

Tra i maratoneti vige un luogo comune, secondo cui negli ultimi chilometri di ogni gara regina si maledice se stessi, il podismo, il mondo e la sciagurata decisione di essersi iscritti a un tale supplizio. Salvo poi, una volta tagliato il traguardo, avere già voglia di pensare alla prossima maratona che si correrà.

Ebbene: questo luogo comune è vero. Me ne ero scordato solo perché per due anni non ho corso una maratona. Luogo comune vero e che porta in sé uno dei massimi godimenti per ogni maratoneta: la scelta, appunto, della successiva maratona che si affronterà.

La mia prossima maratona: quando

Per la scelta della mia prossima maratona, ho avuto la bellezza di cinque giorni tutti per me. Eh sì, perché dopo la maratona di Pisa del 17 dicembre sono arrivato a Genova, a casa di mia madre, dove solo il 23 mi avrebbero raggiunto la mia compagna e mia figlia. Non ditelo loro, ma sono stati cinque giorni entusiasmanti, proprio perché signoreggiati dal totomaratona.

Prima discriminante: quando correrla. Avevo bisogno di qualche giorno di riposo fisico e mentale, e poi – l’ho detto e ripetuto – a Genova mi alleno con qualche difficoltà. Avrei dunque iniziato la preparazione non prima del 5 gennaio, giorno del mio rientro in Sardegna.

Calcolando i canonici tre mesi di programma, avrei dunque scelto una maratona nel mese di aprile o maggio.

prossima maratona

La mia prossima maratona: in famiglia o da solo?

Seconda discriminante: la mia prossima maratona sarebbe stata all’interno di una vacanza con la famiglia (magari sfruttando i ponti del 25 aprile o del primo maggio), o una perversione solitaria?

Rischiosissima, la prima eventualità: se si bada ad arrivare freschi e concentrati alla gara, limitando al massimo la deambulazione nei giorni precedenti, si rischia di far fallire il rapporto di coppia. Ma assecondare troppo i desideri di nomadismo dei familiari può far sprecare energie preziose. Meglio pensare a una maratona in Italia, che mi avrebbe preso appena tre giorni, dal sabato al lunedì (il minimo per chi, come me, si deve spostare in aereo).

Russi, Milano, Padova

A questo punto, calendario alla mano, la mia prossima maratona avrebbe potuto essere solo una tra quella del Lamone, che si corre a Russi il 7 aprile, quella di Milano (stessa data) o quella di Padova del 21 aprile. Vero, il 14 aprile si correrà la maratona del Lago di Garda, sul cui fascino paesaggistico c’è poco da dubitare. Ma la mia paura è che 42 chilometri e spiccioli attorno a un lago siano, come diciamo noi podisti, troppo muscolari.

Bene: quale scelgo, delle altre tre?

Aerei e navette

Un aereo del ritorno dall’orario infausto ha subito messo fuori gioco la maratona del Lamone. E Padova? Ottima data, ottima organizzazione, numero “giusto” di partecipanti (è popolata, ma non in modo eccessivo). Gli aerei, tuttavia, sarebbero stati decisamente costosi, e quello del ritorno sarebbe arrivato a Cagliari troppo a ridosso della partenza della corriera per il paese dove risiedo. Non avrei voluto rischiare di trascorrere un’ulteriore notte fuori. Poi Padova è una gara in linea, non ci sono alloggi nei pressi della partenza, e le navette che portano dall’arrivo alla partenza partono troppo presto (scusate, ma prima della gara voglio avere un bagno a disposizione più a lungo possibile).

Insomma, si può smettere di trattenere il respiro: la mia prossima maratona sarà la Milano Marathon di domenica 7 aprile.

Extra

Una volta preso nelle spire della programmazione primaverile, mi sono ricordato dei miei amici che il 25 febbraio organizzano la Verdi Marathon, all’interno della quale ci sono gare di 10, 21 e 30 chilometri.

Con due rapidi calcoli, mi è sembrato che correre un lunghissimo in compagnia a una quarantina di giorni dalla gara regina sarebbe stato ottimo. Un’occhiata agli aerei da Cagliari a Parma e ritorno (perfetti per costi e orari), una telefonata a una struttura ricettiva a poche decine di metri dalla partenza delle gare, a Salsomaggiore Terme, ed ecco presa la seconda decisione: il 25 febbraio parteciperò alla Corsa del Principe Diofebo, gara di 30 chilometri contenuta nella Verdi Marathon.

Una volta fatti i biglietti aerei, sono cominciati i rimpianti per tutte le altre gare che avrei potuto correre ma che non correrò. Però questa, come si dice, è un’altra storia.



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Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo, seconda edizione 2021). Con Giovanna Piazza ha ideato e cura il blog letterario "Squadernauti". Ha ideato Bed&Runfast, il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.