KardiaMobile 6L, la sicurezza tascabile

Devo fare ammenda, amici sportivi. Perché nel nostro appuntamento settimanale del lunedì ho parlato troppo raramente di salute e corretta funzionalità dell’apparato cardiovascolare. Si tratta invece di un aspetto importantissimo per chi fa sport, specie di endurance: noi devoti delle lunghe distanze, infatti, sottoponiamo il cuore a sforzi magari non troppo intensi ma di certo prolungati, che inevitabilmente ne modificano morfologia (si pensi al cosiddetto cuore d’atleta) e non solo.

Vi parlo per esperienza personale: lo scorso anno, durante la visita medica per l’idoneità sportiva agonistica, un valore insolito dell’ECG a riposo ha fatto venire più di qualche dubbio al medico che mi esaminava. Fatti i dovuti esami, si è poi scoperto essere un’anomalia benigna che scompare sotto sforzo.

L’argomento è complesso e intricato, e di certo non bisogna allarmarsi al primo segnale: penso ad esempio agli atleti spaventati, in queste settimane invernali, dai valori anomali riscontrati nei primi chilometri di allenamento dalla fascia cardio. Nessun patema: nella stragrande maggioranza dei casi è un concorso di colpe tra la pelle del busto ancora asciutta e il materiale sintetico dei capi tecnici.

Ma certamente sarebbe sbagliato incorrere nell’errore opposto, e reputarsi esenti da qualunque possibile malattia, disfunzione o acciacco, solo perché si pratica sport con regolarità.

KardiaMobile 6L

Per questo mi trovo a parlarvi davvero volentieri di un prezioso oggettino (dove il diminutivo è riferito solo alle dimensioni minime) messo sul mercato da AliveCor e distribuito in Italia da Quiver: è il KardiaMobile 6L, che dà la possibilità di tracciare un ECG a sei derivazioni, del tutto attendibile, ovunque vi troviate, e in soli trenta secondi.

Il Kardia rileva bradicardia e tachicardia, normale ritmo cardiaco e fibrillazione atriale. Funziona in modo davvero semplice: scaricando l’app (che brilla per chiarezza e semplicità di utilizzo) si associa il dispositivo in pochi istanti. Dopodiché, si poggia l’elettrodo presente sul piano inferiore del Kardia sulla coscia (vicino al ginocchio) o sulla caviglia e, tenendo con una o due dita di ciascuna mano i due elettrodi del piano superiore, si inizia a registrare l’ECG, la cui misurazione, come dicevamo, dura trenta secondi.

Le registrazioni, clinicamente testate (le autorità sanitarie hanno approvato il Kardia come dispositivo medico), appaiono immediatamente sullo smartphone e sono inviabili al proprio medico per mail.

Se non si ha la possibilità di poggiare il dispositivo su coscia o caviglia, si può sempre registrare un ECG a una derivazione, posando i polpastrelli sulla parte superiore del Kardia: si potrà compiere questa operazione ovunque ci si trovi, in qualunque momento della giornata, siccome il KardiaMobile 6L sta comodamente in tasca.

L’ECG a una derivazione è peraltro ciò che viene rilevato dal KardiaMobile, la versione base di questo prezioso prodotto.

Resta da ricordare che, con un minimo abbonamento mensile, si diventa membri di KardiaCare, che tra gli altri vantaggi permette di scaricare un resoconto mensile degli ECG.

Il KardiaMobile 6L può avere la triplice funzione di diagnosi, monitoraggio e prevenzione, poiché è in grado di rilevare una fibrillazione atriale con una precisione del 97%. Lo si può utilizzare in caso di palpitazioni, cardiopalmo, dolori cardiaci o comunque sensazioni di disagio, e si otterrà un riscontro quasi in diretta. Oppure si può fare un ECG periodicamente, senza dover prendere appuntamento dal medico, allo scopo di avere sempre sotto controllo la propria salute.

Su una pagina del sito di AliveCor si può verificare come il dispositivo sia adoperato da diverse figure professionali in ambito medico.

Concludo con un semplice ragionamento. Noi runner, noi sportivi in generale, spesso ci facciamo attrarre in modo infantile da gadget che promettono chissà quali miglioramenti nelle performance. Sarebbe forse più opportuno spendere qualche euro in meno per abbigliarci o integrarci come i campioni (i cui riscontri cronometrici, ci tocca arrenderci, non eguaglieremo mai) e investirne qualcuno in più in dispositivi come il KardiaMobile 6L, che non ci faranno andare più svelti, ma senza dubbio ci faranno andare più sicuri.



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo). Con Giovanna Piazza ha ideato e curato il blog letterario "Squadernauti", che dalla primavera del 2019 è diventato rivista cartacea. Ha ideato Bed&Runfast (https://bedandrunfast.com/), il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.