Craft Xplor, la perfetta scarpa gravel

Podismo e ciclismo sono senza dubbio i due maggiori sport di massa, attorno ai quali – inutile negarlo – sono fioriti importanti mercati.

Ciò significa che noi sportivi amatori abbiamo da scegliere tra un’enorme varietà di prodotti sempre più sofisticati ma non sempre indispensabili, nonostante ciò che dicono gli uffici stampa.

Eppure, di tanto in tanto, appaiono innovazioni davvero capaci di colmare un vuoto: si pensi ad esempio alle biciclette gravel, introdotte suppergiù dal 2010, perfette per pedalare su percorsi misti, in parte asfaltati e in parte sterrati o ghiaiosi (gravel in inglese significa proprio ghiaia).

Dal ciclismo al running: le scarpe gravel di Craft

Perché, allora, non pensare di trasferire il concetto di bicicletta gravel al podismo?

L’idea non è pretestuosa: più di uno studio ci parla del fatto che una larga percentuale di podisti amatori, durante gli allenamenti, si ritrova a macinare chilometri su percorsi dal fondo misto, per i quali non è troppo idonea né una suola da strada né una da trail.

E così Craft ci propone una serie di modelli di scarpa ibrida, o gravel, che ben si adattano a terreni di diversa composizione. Con un’importante caratteristica che li accomuna: non si tratta davvero di soluzioni di compromesso. Di calzature, cioè, che funzionano benino in tutti i terreni. Sono semmai scarpe che garantiscono prestazioni eccellenti sia su strada che su percorsi sterrati non eccessivamente tecnici.

Craft Xplor: le caratteristiche tecniche

Ultima arrivata tra le scarpe gravel di casa Craft è la Xplor, che abbiamo testato in queste settimane, e che si differenzia da tutte le altre scarpe per una caratteristica: la suola.

Progettata e disegnata in collaborazione con il produttore di pneumatici per biciclette Vittoria, la suola delle Craft Xplor permette di correre in modo fluido e confortevole sui tratti asfaltati, e di affrontare nel miglior modo le strade sterrate.

L’intersuola presenta una versione più morbida della mescola Px Foam, elastica e reattiva. La Xplor ha una tomaia in mesh ingegnerizzato altamente traspirante che unisce supporto, vestibilità e comfort.

Il drop è di sei millimetri (36 millimetri sul tacco e 30 in punta nella versione maschile, 34 e 28 millimetri in quella femminile). Il peso per il numero 8 US maschile è di 300 grammi.

Ultima, ma davvero non secondaria, caratteristica delle Craft Xplor è la pianta particolarmente ampia, che consente la massima stabilità di corsa su qualunque fondo.

Craft Xplor

Il test

Come sempre, le caratteristiche tecniche ci raccontano solo parzialmente una scarpa.

Nel testare le Craft Xplor, quando si dice il caso, ho scoperto un tratto sterrato e ghiaioso non lontano da casa, per raggiungere il quale devo percorrere un paio di chilometri di strada asfaltata. E così ho potuto prima constatare come, sull’asfalto, la scarpa risulti stabile ma non pesante: la falcata è rotonda, le Xplor si sono dimostrate comode e allo stesso tempo reattive, e immagino diano le stesse sensazioni anche a podisti più veloci di me.

Ottima, poi, la resa sul fondo sterrato: il grip è eccellente, così come il comfort, e l’intersuola elastica consente di tenere anche ritmi sostenuti.

Le Craft Xplor, viene da pensare, non solo è il modello di scarpa ad hoc per i fondi misti. Ma semmai invita proprio i podisti a valutare l’idea di organizzare almeno un’uscita settimanale in percorsi nei quali l’asfalto si alterna con lo sterrato: il passaggio da un fondo a un altro è un buon modo per allenare la muscolatura e la propriocettività.

Nel frattempo io, che ho corso due volte la Cortina-Dobbiaco, mi sto rammaricando di non avere avuto ai piedi le Craft Xplor: vorrà dire che mediterò seriamente su una terza partecipazione.



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo, seconda edizione 2021). Con Giovanna Piazza ha ideato e cura il blog letterario "Squadernauti". Ha ideato Bed&Runfast, il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.