Compex Fixx Mini, massaggi fai da te

Con gli anni, nessuno sfugge alla condanna di dire sempre meno cose e di ripeterle sempre più spesso.

Eccomi perciò a ribadire come lo sport amatoriale oggi (specie quello di endurance) abbia ampliato enormemente la sua platea, a scapito della qualità media delle prestazioni.

La pratica sportiva, inoltre, rientra spesso in un più vasto impegno di benessere complessivo che gli anglofoni amano chiamare wellness. Parliamo di una rinnovata attenzione non solo verso l’attività fisica ma anche verso alimentazione, riposo, monitoraggio di una serie di parametri attraverso smartwatch sempre più sofisticati. E cura di sé con pratiche di rilassamento e tonificazione.

Come ad esempio il massaggio. Indispensabile per lo sportivo, sia per riscaldare la muscolatura prima di un allenamento che per favorire il recupero al termine di una sessione, può essere altrettanto confortevole per “risvegliare” i muscoli delle persone poco inclini all’attività fisica.

Se poi ci si può massaggiare da sé, magari con uno strumento assai comodo da portare ovunque nella borsa o nello zaino, ancor meglio.

E così, eccoci a parlare del massaggiatore Compex Fixx Mini.

Compex Fixx Mini

Compex Fixx Mini: caratteristiche tecniche

Il Compex Fixx Mini è un massaggiatore a percussione portatile, dotato di una maniglia di estensione a incastro, indispensabile per massaggiare le zone più difficili da raggiungere, come la schiena.

Ha tre velocità, che garantiscono rispettivamente 1500, 2000 e 2500 percussioni al minuto.

L’utilizzo, semplicissimo, avviene per mezzo di un unico tasto. Una spia luminosa, verde o rossa, indica lo stato della carica.

Compex Fixx Mini si ricarica tramite cavo usb, in dotazione: una ricarica completa dura circa 60/90 minuti e assicura un’autonomia di utilizzo di 90/120 minuti.

Nella confezione sono contenuti anche alcuni caricabatteria per diverse tipologie di presa elettrica, e una pratica borsina per portare il massaggiatore con sé. Con i suoi 565 grammi, è il più piccolo e leggero tra i massaggiatori Compex.

Compex Fixx Mini

I benefici di Compex Fixx Mini

Come tutti i massaggiatori a compressione, il Compex Fixx Mini può essere usato essenzialmente per due scopi.

Il primo è quello di riscaldare la muscolatura prima di un allenamento (in sostituzione degli esercizi di vascolarizzazione). L’altro utilizzo del più piccolo massaggiatore di casa Compex è al termine di un allenamento. Quando la muscolatura è affaticata, un automassaggio con uno strumento a compressione aiuta a sciogliere le tensioni della muscolatura contratta e sovraffaticata.

Il test

Ho utilizzato Compex Fixx Mini prima di alcuni allenamenti, e soprattutto al termine di un’uscita piuttosto impegnativa: 20 chilometri sotto il temibile sole della Sardegna (benché fosse mattina presto: qui d’estate non c’è scampo).

I benefici si sono indubbiamente avvertiti. E la combinazione delle tre diverse velocità con la pressione più o meno forte che si può esercitare, fa decidere su quali parti del corpo agire con più o meno energia, a seconda ad esempio della presenza di eventuali contratture.

Chiunque pratichi sport con un certo impegno deve fare i conti col recupero muscolare (che è più lento quanto meno si è giovani, ahinoi). Si fa stretching, ci si sottopone a docce fredde, si usano oli e unguenti. Ma un massaggio percussivo è sicuramente un metodo piacevole, pratico e semplicissimo. E che non deve essere utilizzato solo nelle immediate vicinanze dell’attività fisica.

Nel caso di Compex Fixx Mini, poi, c’è il grande vantaggio della maneggevolezza. Può essere messo in valigia e accompagnare le vacanze degli sportivi (e magari di quelli che sportivi ambiscono a diventare).

Compex Fixx Mini

La parola al fisioterapista

Abbiamo infine scambiato quattro chiacchiere telefoniche con Leonardo De Florio, fisioterapista in forze a Compex.

Leonardo ci ha tolto qualche curiosità e sfatato qualche tabù.

Ci ha per esempio spiegato che i massaggiatori a percussione come Compex Fixx Mini, che lavorano direttamente sulla muscolatura non comporta alcun rischio. L’unica avvertenza è quella di non sostare su un unico punto per più di un paio di minuti consecutivi.

Sull’utilizzo dello strumento, dalle velocità da scegliere alla pressione da esercitare, non c’è alcun consiglio che non sia quello di lasciarsi guidare dal buon senso. Dunque: nessuna pressione eccessiva, e particolare cautela nei pressi delle ossa.

Ah: e buon divertimento.



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Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo, seconda edizione 2021). Con Giovanna Piazza ha ideato e cura il blog letterario "Squadernauti". Ha ideato Bed&Runfast, il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.