Calze Injinji dito per dito

Sportivi carissimi, con la recente recensione alle Torin 4 ho definitivamente consacrato il mio amore per le scarpe da corsa Altra.

Tra gli svariati motivi della passione, uno è certamente rappresentato dal Toe Box Footshape, ovvero la caratteristica sagoma della parte anteriore delle calzature Altra, particolarmente ampie. Questa peculiarità, assieme al drop zero, permette di sfruttare appieno la forza elastica del piede, comprese le dita. Che, viene da pensare, se le abbiamo sarà pure per un motivo.

Le dita del piede, infatti, offrono fondamentali funzioni di sostegno e di equilibrio, oltre a contribuire a tutte le fasi della corsa. E quanto sia prezioso l’equilibrio per il running lo sanno bene i podisti di oggi, siccome in questi ultimi anni gli allenatori sono sempre più unanimemente convinti dell’importanza degli esercizi di core stability e propriocezione.

Calze Injinji

Benvenute, quindi, le scarpe da corsa che permettono alle dita di rimanere ben comode e distese. Ma il Toe Box Footshape perderebbe quasi totalmente il suo significato se poi il piede venisse costretto in calze tecniche troppo fascianti, che ne inibiscono la mobilità.

E così, ecco che nel 1999 a un’azienda californiana viene un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria. Quale? Produrre delle calze davvero anatomiche. E come? Creando un prodotto del tutto simile ai guanti, in cui cioè ogni dito è separato dagli altri. L’azienda, che si chiama Injinji e in Italia è distribuita da Soi Solution, in questi ventidue anni di attività ha saputo ampliarsi e diversificarsi. Sino a offrire oggi un ampio catalogo con prodotti ad hoc per una vasta serie di sport oltre che per la vita di tutti i giorni.

Injinji per la vita di tutti i giorni

I vantaggi delle calze Injinji sono tre. Intanto, se ogni dito rimane isolato si elimina l’attrito di pelle contro pelle, e di conseguenza si scongiurano arrossamenti e vesciche. Poi, le dita separate e ben allargate permettono di distribuire meglio il peso del corpo, di avere più energia in fase di spinta e più stabilità in fase di atterraggio. Infine, i materiali di elevata qualità che avvolgono le dita aumentano la sensazione di comodità (cosa non piccola, specie in previsione di allenamenti lunghi) e mantengono il piede asciutto.

Elevata qualità dei materiali, dicevamo. Tutti i prodotti Injinji sono creati con le migliori fibre distribuite in diverse percentuali: dal COOLMAX (altamente traspirante e che previene l’umidità) al NüWool (lana Merino realizzata con le più pregiate lane australiane, che offre massimo controllo della temperatura e resistenza agli odori e all’umidità) per finire con la Lycra (una miscela di fibre eccezionalmente elastica).

Injinji per l’outdoor

Il test dei prodotti

Nei giorni scorsi ho testato tre paia di Injinji. Per la quotidianità, le Liner COOLMAX (composte per il 75% da COOLMAX®, per il 21% da nylon e per il 4% Lycra), leggere e comodissime, specie per chi come me ama stare in casa usando il meno possibile le ciabatte. Con le Liner i piedi tornano davvero a… vivere.

Veniamo poi alle splendide NüWool Outdoor, pensate per il trail running, ma che ho indossato con piacere in una giornata particolarmente fredda. Hanno il 43 % di NüWool, il 43% di acrilico, il 12% di nylon e il 2% di Lycra. Le ho trovate eccezionali per protettività e morbidezza: i miei piedi sono stati al caldo e nel massimo del comfort.

Injinji per il running

E infine le Spectrum Run, irresistibili già dall’estetica. Sono composte per il 28% di COOLMAX, per il 67% di nylon e per il 5% di Lycra. Hanno un supporto per l’arco plantare e un rinforzo in corrispondenza del tallone. Leggere, morbide, traspiranti e comodissime, le ho indossate non a caso in un progressivo di 15 chilometri, per saggiarle alle varie velocità. E le ho trovate sorprendenti per la sensazione di – chiamiamola così – corsa attiva che restituiscono. Con scarpe come le Altra, le calze Injinji forniscono ai podisti un concreto aiuto alla fase di spinta, alla postura e all’equilibrio. Sono davvero notevoli.

Nota conclusiva: sul sito di Injinji, i vari modelli sono intelligentemente selezionabili non solo a seconda della linea ma anche del peso e della lunghezza. Insomma: non vi resta che scegliere la calza che fa per voi!



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Claudio Bagnasco
Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975. Suoi brani narrativi e saggistici sono apparsi su vari blog e riviste. Ha pubblicato alcuni libri, tra cui i romanzi "Silvia che seppellisce i morti" (Il Maestrale 2010) e "Gli inseguiti" (CartaCanta 2019), e la raccolta di racconti "In un corpo solo" (Quarup 2011). Ha curato il volume "Dato il posto in cui ci troviamo. Racconti dal carcere di Marassi" (Il Canneto 2013). Il 31 ottobre 2019 è uscito il suo saggio "Runningsofia. Filosofia della corsa" (il Melangolo, seconda edizione 2021). Con Giovanna Piazza ha ideato e cura il blog letterario "Squadernauti". Ha ideato Bed&Runfast, il punto d'incontro fra il mondo del podismo e quello delle strutture ricettive. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com. Dal 2013 abita a Tortolì, dove gestisce un B&B con la sua compagna, corregge testi, insegna le parole difficili a sua figlia e corre.