361° Pacer ST, fast e soft

Amici sportivi, qui dalla redazione vi segnaliamo una novità: stavolta sarà l’amico Matteo, che vive (e corre) tra Genova a Parigi, a parlarci del test di un prodotto, e più nello specifico di un paio di scarpe da running.

Si tratta di uno degli ultimi modelli del marchio 361°, azienda cinese che si sta mettendo sempre più in mostra in Europa. E di cui due anni fa il nostro Claudio aveva recensito, qui, le Meraki.

Prima di parlare del prodotto, vale la pena di sottolineare l’astuzia promozionale di 361°: in un mercato via via più affollato, ci pare lungimirante la scelta dell’azienda di concentrare una parte del proprio budget in campagne per così dire diverse. 361° ha cioè saputo fiutare più e meglio di altri il boom del podismo amatoriale e l’universo social attorno al fenomeno. E ha dunque scommesso su un certo numero di ambassador non professionisti, ma con una buona notorietà proprio nel mondo amatoriale: o perché gestori di blog o pagine con un ottimo seguito di follower, oppure perché coinvolti in iniziative o progetti ben noti ai runner dilettanti.

È molto più facile, e umano, che il riconoscimento avvenga se a calzare – e apprezzare – un determinato brand di scarpe da corsa sia qualcuno che sentiamo come noi, piuttosto che un idolo dalle qualità atletiche irraggiungibili.

E ora veniamo alle scarpe testate da Matteo.

Pacer ST

Si tratta delle Pacer ST, provate sia su pista che in strada. Partiamo dalle caratteristiche tecniche, e più precisamente dal marchio di fabbrica delle 361°, cioè quel drop 9 che – chissà se per vezzo o per motivazioni fisico-tecnologiche – la distingue da tutti gli altri marchi.

La scarpa è leggerissima (il peso non arriva ai 270 grammi) e la tomaia ultratraspirante in Double Jacquard mesh, ci fa sapere Matteo, è quasi più adatta alle giornate primaverili italiane che non al rigido clima parigino nel mese di febbraio. Un’altra componente che contribuisce a fare della Pacer ST una scarpa perfetta per i lavori veloci è la piastra di propulsione Ess Forefoot Plate inserita nell’intersuola, per migliorare la propulsività in fase di spinta.

361° Pacer ST

Le scarpe hanno fatto perfettamente il loro dovere in un paio di sessioni di ripetute veloci. E questo anche grazie a un altro marchio di fabbrica di 361°: la linguetta Pressure Free Tongue, flessibile e minimal, che aumenta al massimo il comfort e riduce al minimo il rischio di irritazioni.

E proprio parlando di comfort bisogna citare la Qu!k Spring+, nuova mescola Eva che favorisce il ritorno di energia e assicura comodità di calzata. Questo perché la Pacer ST è pensata sì per i cosiddetti lavori di qualità, ma non disdegna nemmeno di essere usata per allenamenti a ritmi più blandi.

Ce lo conferma Matteo, che le ha testate anche per un paio di lenti lungo le vie della capitale francese (beato lui), percependo una buona ammortizzazione e un ottimo sostegno in corrispondenza del tallone. Merito in parte del sistema di ammortizzazione QU!KFOAM nell’intersuola, composto da una mescola a tre strati che garantisce un buon equilibrio tra ammortizzazione e reattività, e in parte del Morphit System, che favorisce la calzata ergonomica.

Per non parlare dell’ampio spazio anteriore per le dita, che offre il meglio di sé proprio nelle lunghe distanze, quando è necessario che la stabilità e l’ampiezza dell’appoggio non vengano meno.

Va inoltre citata la soletta Ortholite: non solo perché concorre alla piacevolezza della calzata, ma anche perché introduce in casa 361° il concetto di ecosostenibilità, essendo costruita per il venti per cento con materiali riciclati.

Le Pacer ST rispondono quindi appieno alla caratteristica “Fast & soft” che campeggia nelle pubblicità del modello: un modello adatto a chi vuole spingere in allenamento o tentare il personal best in gara (d’accordo: per questo occorre aspettare che le gare ritornino…); ma allo stesso tempo è una scarpa che strizza l’occhio anche a chi cerca la comodità per fare qualche chilometro in più, in pieno spirito 361°.

E noi della redazione aggiungiamo che, se si possiedono una buona tecnica di corsa, un buon appoggio e una buona propriocezione, per andare a ritmi lenti non servono scarpe iperammortizzate o eccessivamente pesanti.

Buone corse a tutti!



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